martedì 28 aprile 2026

Milano, 1906. L’ibrido parallelo debutta in fiera


Centoventi anni fa, nel 1906, Milano ospitava la sua Esposizione Universale che il 28 Aprile aprì i battenti
in padiglioni ed edifici appositamente costruiti alle spalle del Castello Sforzesco, nell'attuale Parco Sempione, e nell'area dove dal 1923 sorgerà la Fiera di Milano. La rassegna chiude i battenti l'11 Novembre dello stesso anno con un corteo luminoso. Cinque milioni di visitatori e 35.000 espositori arrivano a Milano da tutte le parti del mondo per assistere e partecipare all’esposizione milanese per la quale sono investiti 13 milioni di Lire e realizzate 225 nuove costruzioni tra cui l’acquario civico.

In questo contesto l’Auto-Mixte di Liegi espone all’Esposizione Universale del 1906: una singolare vettura benzo-elettrica (che oggi chiameremmo “elettrica ad autonomia estesa”) dotata di un motore a scoppio a 4 cilindri biblocco, di un gruppo elettrico coassiale che poteva fungere da dinamo oppure da motore

elettrico, frizione elettromagnetica e reostato per la regolazione della velocità che rappresenta una novità assoluta.

L’ibrida di Auto-Mixte

A differenza delle numerose proposte di veicoli benzo-elettrici (ancora oggi spesso spacciati per ibridi) che a cavallo dei due secoli sono presentate sulle due sponde dell’Atlantico e che tentano di unire i vantaggi del motore a combustione interna (grande autonomia e peso limitato) con quelli del motore elettrico (elevata coppia motrice ai bassi regimi, alto rendimento, assenza del cambio), la vettura belga non utilizzava il motore a scoppio per ricaricare le batterie di bordo che facevano funzionare i motori elettrici, ma si muoveva sfruttando alternativamente entrambi i sistemi di propulsione.

L’Auto-Mixte utilizzava infatti il brevetto depositato il 23 Novembre 1905 da Henri #Pieper, un armaiolo tedesco di umili origini trasferitosi a Liegi (in Rue des Bayards 18) e da poco scomparso, che aveva sviluppato l’idea di vettura elettrica ad autonomia estesa di Ferdinand #Porsche e fatto tesoro di precedenti esperienze di Fischer, Johnson, Munson, Patton.

La Lohner-Porsche

Al contrario della Lohner-Porsche però la vettura belga era quello che, oggi ad oltre un secolo di distanza, chiameremmo un ibrido-parallelo, come del resto si evince dal testo che descrive il brevetto di Pieper. “Fino a quando la potenza richiesta è inferiore a quella sviluppata dal motore, la quantità in eccesso è utilizzata per ricaricare la batteria secondaria. Non appena però si richiede un aumento della forza di propulsione, come, ad esempio, quando la vettura deve affrontare una salita, il calo della velocità fa in modo che la dinamo funzioni come motore e fornisca la potenza supplementare necessaria mantenere una velocità approssimativamente uniforme”.

Pieper aveva anche sviluppato un rudimentale sistema di gestione della batteria e del motore che ci descriveva così: “Ho ideato un regolatore automatico... per impedire di sovraccaricare la batteria oppure di non caricarla correttamente, ma anche per regolare il volume della carica esplosiva in proporzione del lavoro che il motore è chiamato a svolgere".

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