Pirelli e la società svedese Univrses hanno siglato un accordo che prevede l'integrazione nel sistema Pirelli Cyber Tyre di tecnologie di computer vision basate sull'intelligenza artificiale (IA). In base all'accordo, attraverso il quale Pirelli ha acquisito una quota del 30% nella società svedese (con l’opzione per raggiungere la maggioranza), le tecnologie 3DAIdi Univrses saranno integrate nelle soluzioni del sistema CyberTyre di Pirelli. La combinazione delle tecnologie sviluppate da Univrses e Pirelli consentirà di avere veicoli più sicuri e performanti con potenziali applicazioni nei sistemi ADAS e di guida autonoma, e inoltre fornirà in tempo reale dati per la gestione e la manutenzione delle infrastrutture stradali. Le informazioni ottenute permetteranno agli enti gestori delle reti viarie di prendere decisioni migliori e di impiegare le risorse in modo più efficace, potenzialmente riducendo gli incidenti stradali e salvando vite.
venerdì 1 maggio 2026
Collaborazione Pirelli ed Univrses per i cyber tyre
Pirelli e la società svedese Univrses hanno siglato un accordo che prevede l'integrazione nel sistema Pirelli Cyber Tyre di tecnologie di computer vision basate sull'intelligenza artificiale (IA). In base all'accordo, attraverso il quale Pirelli ha acquisito una quota del 30% nella società svedese (con l’opzione per raggiungere la maggioranza), le tecnologie 3DAIdi Univrses saranno integrate nelle soluzioni del sistema CyberTyre di Pirelli. La combinazione delle tecnologie sviluppate da Univrses e Pirelli consentirà di avere veicoli più sicuri e performanti con potenziali applicazioni nei sistemi ADAS e di guida autonoma, e inoltre fornirà in tempo reale dati per la gestione e la manutenzione delle infrastrutture stradali. Le informazioni ottenute permetteranno agli enti gestori delle reti viarie di prendere decisioni migliori e di impiegare le risorse in modo più efficace, potenzialmente riducendo gli incidenti stradali e salvando vite.
martedì 28 aprile 2026
Milano, 1906. L’ibrido parallelo debutta in fiera
Centoventi anni fa, nel 1906, Milano ospitava la sua Esposizione Universale che il 28 Aprile aprì i battenti in padiglioni ed edifici appositamente costruiti alle spalle del Castello Sforzesco, nell'attuale Parco Sempione, e nell'area dove dal 1923 sorgerà la Fiera di Milano. La rassegna chiude i battenti l'11 Novembre dello stesso anno con un corteo luminoso. Cinque milioni di visitatori e 35.000 espositori arrivano a Milano da tutte le parti del mondo per assistere e partecipare all’esposizione milanese per la quale sono investiti 13 milioni di Lire e realizzate 225 nuove costruzioni tra cui l’acquario civico.
In questo contesto l’Auto-Mixte di Liegi espone all’Esposizione Universale del 1906: una singolare vettura benzo-elettrica (che oggi chiameremmo “elettrica ad autonomia estesa”) dotata di un motore a scoppio a 4 cilindri biblocco, di un gruppo elettrico coassiale che poteva fungere da dinamo oppure da motore
domenica 26 aprile 2026
Il suono che non si sente
![]() |
“Non è una scala. È una moltiplicazione.” |
Per molto tempo, il comfort acustico non è stato un obiettivo. Era una conseguenza.
Nelle automobili degli anni Trenta e Quaranta, il suono non veniva controllato ma semplicemente attraversato. Lamiera sottile, giunzioni imperfette, assenza quasi totale di materiali fonoassorbenti: l’abitacolo era una cassa di risonanza. Il rumore del motore, del rotolamento e del vento si sommavano senza filtro, generando livelli sonori che oggi supererebbero facilmente i 75–80 decibel (dB) a velocità autostradali, un valore percepito come invasivo nel lungo periodo.
giovedì 23 aprile 2026
Rover CCV in anteprima mondiale al Torino 1986
Quaranta anni fa, il 23 Aprile 1986, Austin Rover esponeva in anteprima mondiale al 61esimo Salone dell'Automobile di Torino un prototipo che, seppure non destinato alla commercializzazione, riassumeva ed evidenziava la filosofia progettuale che la Casa inglese avrebbe proposto quanto prima sulle sue vetture di serie.
Parliamo della Rover CCV (Coupè Concept Vehicle), studiata e realizzata con il preciso intento di trovare il miglior compromesso fra estetica, comfort, funzioni dinamiche. Il motore, le sospensioni ed il telaio della CCV derivavano direttamente dalla berlina Rover Serie 800 che di lì a poco sarebbe stata commercializzata nei prossimi mesi sui mercati europei.
mercoledì 15 aprile 2026
Astra ed altre Opel come fonte di alimentazione mobile
La nuova Opel Astra Electric offre una serie di tecnologie che promettono ancora maggiore comfort e praticità. Una di queste è il V2L (Vehicle-to-Load) grazie al quale non è più necessario una presa per alimentare o per ricaricare dispositivi esterni in quanto l'energia proviene direttamente dalla batteria della vettura. Non solo. Anche proprietari di altre Opel elettriche come Grandland, Mokka, Corsa, Combo sono anch'esse dotate dell'unità di ricarica bidirezionale integrata.
Libertà di mobilità completamente elettrica
Per chi desidera guidare elettrico – e quindi senza emissioni locali – la nuova Opel Astra Electric e la nuova Opel Astra Sports Tourer Electric sono l'abbinamento perfetto. La berlina compatta elettrica a batteria da 115 kW (156 CV), dotata di una batteria da 58 kWh (55 kW di capacità utilizzabile), ora offre un'autonomia locale senza emissioni fino a 454 chilometri (WLTP) il che significa che possono percorrere circa 35 chilometri in più rispetto a prima tra una sosta di ricarica e l'altra.
Una volta arrivati a destinazione, l'auto può servire anche come fonte di energia se necessario. Mentre il caricatore di bordo veniva precedentemente utilizzato esclusivamente per caricare l'auto elettrica, l'unità integrata di serie nel veicolo – ora in grado di ricaricare nelle due vie – funziona anch'essa come fonte di alimentazione mobile. Questo permette, ad esempio, di caricare dispositivi come le e-bike in un campeggio. Il barbecue elettrico può essere alimentato dalla batteria del veicolo fino a 3,6 kW. E se le persone vogliono passare l'aspirapolvere all'interno, non hanno più bisogno di un modello senza fili. Possono semplicemente collegare il cavo dell'aspirapolvere all'auto – e basta! Tutto questo funziona tramite un adattatore speciale V2L, collegato alla porta di ricarica dell'Opel Astra Electric e che fornisce una presa domestica per dispositivi esterni.
Adattatore disponibile come accessorio Opel
La nuova Opel Astra Electric, così come le versioni elettriche del SUV top-of-gamma Opel Grandland e persino il pratico multispazio Opel Combo Electric per la famiglia, sono dotate di serie di un caricatore bidirezionale trifase da 11 kW. Ma i conducenti dei modelli Opel più piccoli non devono perdere il comfort aggiuntivo e i vantaggi pratici. Opel sta gradualmente estendendo la gamma ad altre auto passeggeri. La raffinata Opel Mokka Electric e la versione da 115 kW (156 CV) della popolare Opel Corsa Electric sono già dotate della capacità V2L. Entrambi i modelli sono dotati di serie di un caricatore bidirezionale monofase (7,4 kW) a bordo, e l'unità di ricarica integrata trifase (11 kW) è disponibile in opzione per 450 Euro (prezzo IVA inclusa in Italia). Nella nuova sportiva da tutti i giorni e vincitrice del Golden Steering Wheel 2025, Opel Mokka GSE, tuttavia, il caricatore di bordo più potente fa già parte dell'equipaggiamento di serie.
martedì 14 aprile 2026
Il ritmo elastico del motore
C’è una componente del motore che non compare mai nei rendering patinati, non ha il fascino delle turbine né il prestigio degli alberi motore, eppure vive una vita infinitamente più intensa. Le molle delle valvole sono soggetti silenziosi, instancabili, costretti a comprimersi e riespandersi milioni di volte, seguendo una partitura meccanica rigidissima. Se il motore è un’orchestra, loro sono i metronomi nascosti: invisibili, ma determinanti per il tempo.
Per capire davvero cosa fanno bisogna partire da lontano, quando i regimi erano bassi e i materiali relativamente “semplici”. Nei primi motori a valvole in testa, come quelli montati su vetture iconiche come la Ford Model T, le molle lavoravano in condizioni che oggi definiremmo tranquille. I regimi raramente superavano i 2.000 giri/min e le sollecitazioni erano contenute, anche perché le tolleranze costruttive e i margini di sicurezza erano ampi.





