Sessanta anni fa,
nell’Aprile 1966, apriva i battenti il centro-prove Opel di Dudenhofen con i
suoi diversi percorsi per velocità ed altri test. I lavori erano iniziati meno
di due anni prima, il 3 Novembre 1964, ed avevano richieste un investimento
complessivo di 20 milioni di Marchi.
Già all'epoca il sito, che
si estendeva su una superficie di 2,6 kmq, era attraversato da una
combinazione di strade più o meno strette, per una lunghezza totale di 33
chilometri. Allora come adesso, gli ingegneri non mostravano nessuna pietà
al momento di testare i nuovi veicolo sull'anello ad alta velocità lungo 5
chilometri con una inclinazione di 33 gradi che segue il perimetro del sito. Oppure,
in alternativa, sullo "skidpad", un piazzale circolare in cemento di
100 metri di diametro, utilizzato per determinare il comportamento sterzante
dell’automobile oppure per misurare precisamente lo slittamento in curva. Le
prime Opel a sperimentarlo furono la Rekord-C che, presentata il 23 Agosto
1966, conquistò subito il pubblico, così come la Kadett Rallye e la Diplomat
Coupè pochi mesi dopo.
Determinante errore postale
Probabilmente poco nota ai
più è la storia che ha portato la realizzazione del centro prove Opel proprio a
Dudenhofen, un piccolo comune di 5.000 abitanti perso nelle foreste a sud di
Francoforte. nella regione del Hessen. Nel Luglio1963 l'amministrazione
comunale della cittadina tedesca aveva ricevuto erroneamente una lettera dalla
Gutervermittlung Lehmann di Bonn, destinata ad un'altra Dudenhofen, presso
Speyer. Da quella lettera poteva dedurre che la Lehmann stava cercando un
terreno di circa 300 ettari per conto di un'industria.
Il sindaco Kratz colse
l'occasione al volo e scrisse alla Lehmann spiegando il disguido, ma che la sua
cittadina era interessata alla cosa ed in possesso di un terreno adeguato”
racconta un componente dell’amministrazione dell’epoca. A questo punto ci fu
uno scambio di corrispondenza senza che la Lehmann citasse il nome del suo
mandante.
Poi, dopo una prima presa
di contatto, Hans Mersheimer, capo-progettista e membro del consiglio di
amministrazione della Opel, fu coinvolto nei colloqui. Alla fine Dudenhofen –
che dista mezzora dalla sede delle Casa tedesca a Russelsheim - vendette 254
ettari di bosco demaniale alla Opel a 2,30 Marchi al metro quadro a condizione
che non venisse abbattuto più del 6-8% di bosco onde non mettere in pericolo la
vegetazione.
Ulteriori sviluppi
dell’impianto
Come ogni circuito di prova che si rispetti, anche quello di Dudenhofen
ripropone una serie di condizioni e sollecitazioni molto gravose che
moltiplicano quelle che si possono normalmente ritrovare su strada: asfalto,
acciottolati, dossi e soprattutto molte curve e di ogni genere: da quelle
velocissime e sopraelevate del circuito ad alta velocità lungo quasi 5 km a
quelle strettissime dell’impianto di “handling” che riproduce il Nordschleife
del Nürburgring. Non solo. In tempi recenti, Opel ha avviato un progetto di
riqualificazione e di ampliamento dell’impianto del costo di alcune decine di
milioni di Euro, per aumentare la lunghezza dei percorsi e la costruzione di un
nuovo “skipad2 dal diametro variabile tra 30 e 300 metri, pensato apposta per
la guida autonoma.
Non solo
collaudo e sviluppo
Nel corso degli
anni Dudenhofen non ha ospitato solo lo sviluppo di nuovi modelli, ma anche
record come quelli di cui furono protagoniste nel 1971-1972 i prototipi ElektroGT
e Diesel GT, così come, nel 2003 la Eco Speedster. A differenza del
circuito costruirlo nel 1917-1919, in pieno periodo di guerra, Dudenhon non mai
ospitato alcuna competizione motoristica.