Pirelli ha presentato
il suo primo pneumatico P Zero “green” di serie. Un prodotto con il 70%
di materiali riciclati e naturali. Una sfida, quella ecologica, che in realtà
parte da lontano e che già nel 2001 vede Goodyear lanciare il suo GT3, il
primo pneumatico al mondo con componenti bio. I pneumatici
non sono mai stati un prodotto “pulito”. Dalla loro nascita fino a oggi,
restano uno dei componenti più impattanti dell’automobile, soprattutto in fase
di produzione e utilizzo. Eppure qualcosa si sta muovendo. Il cambiamento è
lento, complicato, ma reale. Coinvolge ricerca, chimica avanzata e una
riprogettazione completa dei materiali. E tocca da vicino anche chi guida auto
storiche e youngtimer: perché la passione per le prestazioni non può più
ignorare il futuro del pianeta.Le origini: prestazioni sì, ma a quale
prezzo?
I primi
pneumatici erano brutti, neri e duri. Il loro unico obiettivo era resistere. La
sostenibilità non era nemmeno un concetto. Con il tempo sono arrivati mescole
più sofisticate, strutture più leggere, battistrada progettati con precisione.
Ma tutto questo ha portato con sé un carico ambientale pesante: silice di
sintesi, polimeri derivati dal petrolio, oli aromatici ad alta tossicità. Il
mondo dell’auto — soprattutto quello delle alte prestazioni — ha sempre chiesto
di più. Più aderenza, più tenuta, più durata. E per ottenerle si è spesso fatto
ricorso a una chimica aggressiva e poco sostenibile.
Il primo passo: Goodyear GT3 e l’amido di
mais
Il punto di
svolta arriva nel 2001, quando Goodyear introduce il GT3: il primo
pneumatico al mondo realizzato con una mescola parzialmente bio, grazie
all’uso dell’amido di mais. Una scelta rivoluzionaria per l’epoca. BioTRED,
così si chiamava la tecnologia sviluppata per quel modello, dimostrava che si
potevano ottenere buone prestazioni su strada riducendo la dipendenza dai
materiali fossili. Non era solo una prova tecnica, ma un segnale forte: la
sostenibilità poteva entrare nel vocabolario dell’automotive, senza compromessi
sulle prestazioni.
Da quel
momento la ricerca si è allargata ad altri materiali. I primi a cadere sono
stati gli olii ad alta aromaticità, sostituiti da oli a bassa tossicità. Poi è
arrivata la silice estratta dalla lolla di riso, un sottoprodotto agricolo
normalmente destinato allo scarto. Sono state introdotte bioresine per
migliorare l’elasticità senza ricorrere a composti sintetici pesanti, e si è
iniziato a integrare plastica riciclata in alcune parti strutturali del
pneumatico. Ogni nuova mescola, ogni nuova combinazione è il frutto di anni di
test, perché su un’auto — e ancora di più su una storica senza aiuti
elettronici — tutto si gioca sulla gomma. E la gomma deve essere perfetta.
Il futuro è già in corsa: Goodyear, Pirelli e
oltre
Oggi la
rivoluzione è in pieno corso. Goodyear ha già presentato un prototipo composto
per il 90% da materiali sostenibili, mentre Pirelli, da sempre sinonimo di alte
prestazioni anche nel mondo delle storiche, ha ora presentato P Zero, un
prodotto con il 70% di materiali di origine naturale e riciclati. I grandi
marchi hanno programmi ambiziosi per ridurre drasticamente l’impatto ambientale
dell’intera gamma. Si lavora su pneumatici progettati per essere completamente
riciclabili, su catene di fornitura totalmente tracciabili e su mescole che
riducono la resistenza al rotolamento, abbattendo consumi ed emissioni senza
sacrificare la dinamica di guida.
E per le storiche? Una questione di passione
e responsabilità
Chi ama le
auto d’epoca lo sa: il dettaglio conta. Anche la gomma fa parte dell’identità
dell’auto. Ma oggi più che mai diventa importante conciliare l’originalità con
una scelta responsabile. Alcuni produttori, come Michelin con la linea
Classic, stanno cercando proprio questo equilibrio: replica estetica
perfetta, cuore moderno e sostenibile. Le nuove mescole bio non sono più una
promessa futuristica, ma una realtà concreta che inizia a comparire anche sulle
gomme “vintage”.
La sfida non è
solo tecnica. È culturale. E non si può più rimandare. Per continuare a guidare
il passato, serve una gomma capace di guardare avanti.