Quaranta anni fa, il 23 Aprile 1986, Austin Rover esponeva in anteprima mondiale al 61esimo Salone dell'Automobile di Torino un prototipo che, seppure non destinato alla commercializzazione, riassumeva ed evidenziava la filosofia progettuale che la Casa inglese avrebbe proposto quanto prima sulle sue vetture di serie.
Parliamo della Rover CCV (Coupè Concept Vehicle), studiata e realizzata con il preciso intento di trovare il miglior compromesso fra estetica, comfort, funzioni dinamiche. Il motore, le sospensioni ed il telaio della CCV derivavano direttamente dalla berlina Rover Serie 800 che di lì a poco sarebbe stata commercializzata nei prossimi mesi sui mercati europei.
La linea di questo prototipo era stata disegnata per incontrare le esigenze estetiche del mercato mondiale senza però nulla sacrificare alla classica immagine Rover con un'impronta decisamente sportiva. La Rover CCV era una vettura a 4 posti che fondeva insieme le qualità di una vera sportiva con il prestigio degli allestimenti di una berlina di classe.
Sulla plancia, oltre a due gruppi di strumenti che comprendevano tutti i principali "display" di controllo delle funzioni primaria dell'auto (compresa la regolazione delle sospensioni e dello spoiler) erano alloggiati un sistema a compact disc ed il radiotelefono. Sul tunnel centrale era invece installato un monitor collegato ad un video a cassette. Le porte erano dotate di sistema di chiusura centralizzata Austin Rover tipo "card key" già utilizzato per il prototipo MG EX-E.
La Rover CCV era
l'ultimo esempio degli studi avanzati del reparto progettazione dell'Austin
Rover, uno "staff" altamente qualificato che stava ricevendo
prestigiosi riconoscimenti in tutto il mondo.
