È in questo contesto che si inserisce #AlfaRomeo #Cuorerosso. Una coupé 2+2 di 4,70 metri, porte ad apertura controvento, coda tronca ispirata alla Giulia GT. Non è un'auto destinata alla produzione, ma un manifesto. Il linguaggio della "Bellezza Necessaria" che il Centro Stile vuole portare su strada a partire dal 2028. Un esercizio prezioso per ricostruire identità, non un listino.
Il capitolo più sensibile riguarda #Lancia. La nuova Gamma, attesa dallo stabilimento di Melfi, dovrebbe rappresentare il ritorno del marchio nella fascia C-UV. L'operazione però nasce su base Peugeot di segmento C, rielaborata nello stile Lancia. Un percorso che rende complicato parlare di rinascita autentica per un marchio a lungo lasciato ai margini e oggi rilanciato attraverso un progetto derivato.
Dall'altro lato del salone il registro cambia completamente. I costruttori cinesi non espongono visioni ma prodotto pronto. #BYD, #Geely, #Zeekr, #MG, #Omoda e #Leapmotor, quest'ultima con le nuove B03 e D19, arrivano con vetture già omologate per l'Europa, con prezzi e tempi di consegna. Niente concept, solo auto acquistabili.
Da qui nasce il cortocircuito di Parigi. Da una parte un'industria europea che torna a sognare per ritrovare se stessa, dall'altra un'industria cinese che quel sogno lo ha già trasformato in offerta commerciale.
E alla fine il tema non è più capire quali spazi di competizione restino aperti, ma se i marchi europei stiano costruendo una strategia comune per affrontarla.
