domenica 8 settembre 2013

Che fine ha fatto l’auto ad energia solare?

1987 - GM Sunraycer
Il crescente interesse per le batterie agli ioni di litio e per le pile a combustibile hanno fatto passare in secondo piano la fonte più pulita ed abbondante da cui è possibile ricavare l’elettricità necessaria per fare muovere un veicolo: l’energia solare, che ha fra le altre cose ha i non disprezzabili vantaggi di essere completamente gratuita  e praticamente inesauribile tanto da azzerare il problema dell’ansia da autonomia.
1987 - GM Sunraycer
Il più famoso fra i tanti prototipi di veicoli ad energia solare realizzati è probabilmente Sunraycer costruito nel 1987 da General Motors per partecipare al World Solar Challenge in
Australia, la prima corsa mai organizzata al mondo per veicoli di questo genere. Frutto di una collaborazione con AeroVironmental e Hughes,  Sunraycer vinse la prima edizione della gara con un enorme margine di vantaggio sul secondo classificato. Il pilota di punta della squadra era australiano John Harvey, che all’epoca aveva quasi 40 anni di esperienza in varie specialità dell’automobilismo sportivo e che era stato coinvolto nella sperimentazione e nello sviluppo del veicolo sulla pista di prova della General Motors in Arizona.
 Il progetto, realizzato in soli dieci mesi su espressa richiesta della consociata australiana del gruppo GM per partecipare al World Solar Challenge 1987, ricevette subito l’approvazione di Roger Smith e coinvolse la AeroVironment di Paul McCready.  Nel progetto fu coinvolta anche la Hughes Aircraft, un’azienda del gruppo GM che aveva una grande esperienza nelle campo celle fotovoltaiche che utilizzava nei suoi numerosi satelliti di comunicazione. Su Sunraycer furono pertanto installate 8.800 celle solari che con la massima radiazione sole generavano circa 1.500 Watt di potenza.
Per sfruttare al massimo questo potenziale i progettasti realizzarono un veicolo molto leggero  con una ridottissima resistenza aerodinamica. Venne pertanto realizzata una forma molto originale e futuristica, simile a quella uno scarafaggio, ma soprattutto estremamente aerodinamica visto che aveva un Cx di appena 0,125. Questo fatto, insieme alla leggerezza della costruzione (265 kg), permise a Sunraycer di raggiungere una velocità di 109 km/h.

Il motore era stato realizzato utilizzando un leggero motore magnetico Magnequench per il quale GM dichiarava un’efficienza di circa il 92%. A parte il conducente, l'elemento più pesante singolo in macchina erano le batteria ad ossido d’argento che fornivano potenza aggiuntiva nei sorpassi e quando il cielo è nuvoloso. Il telaio in kevlar pesava appena 14 kg.
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