venerdì 18 dicembre 2020

Idrogeno italia 2021: i treni aprono la strada all’auto

Mobilità Fuel Cell : Alstom Coradia iLint e Toyota Mirai
 Con il 2021 prenderà il via un progetto di mobilità  ferroviaria che riguarda i treni alimentati a idrogeno che comprende l’infrastruttura tecnologica necessaria all’approvvigionamento e i servizi di gestione e manutenzione dei mezzi. È il frutto di un piano strategico sulla mobilità sostenibile che ha visto come protagonisti istituzioni pubbliche ed aziende private. Alla base c’è l’accordo quinquennale siglato tra Alstom, azienda leader a livello globale nelle soluzioni integrate per la mobilità sostenibile, e Snam, una delle principali società di infrastrutture energetiche al mondo. Alstom si occuperà della fornitura e della manutenzione dei treni a idrogeno, di nuova realizzazione o convertiti, mentre Snam lavorerà allo sviluppo delle infrastrutture per la produzione, il trasporto e il rifornimento.Alstom ha deciso di specializzare il suo stabilimento di Savigliano sulla produzione dei treni ad Idrogeno, grazie anche alla collaborazione con il Politecnico di Torino, con l’Università di Torino e con il polo di innovazione Clever, centri di eccellenza della ricerca italiana, leader in Europa in questo settore. Proprio a Savigliano verranno costruiti i treni destinati a Trenord-FNM, una tra le più importanti realtà del trasporto pubblico locale ferroviario a livello europeo, sia per dimensioni sia per capillarità del servizio. Il Consiglio di Amministrazione di FNM ha già deliberato l’acquisto di 6 elettrotreni alimentati a idrogeno, con l’opzione per la fornitura di altri 8. 

L’investimento è stato preliminarmente stimato in oltre 160 milioni. I primi di questi convogli, prodotti da Alstom, saranno consegnati entro il 2023 e saranno affidati, tramite locazione, a Trenord. Proprio da questo impianto è partito il progetto Fuel Cells and Hydrogen Joint Undertaking dal quale usciranno i mezzi che verranno messi in servizio in tredici vallate europee. Saranno i primi ambienti sociali e naturali a godere di un trasporto pubblico con impatto nullo sull’ambiente. La tecnologia a emissioni zero del treno offre un'alternativa ai treni diesel, rispettosa dell’ambiente, in particolare sulle linee non elettrificate. Il successo operativo del treno a celle a combustibile di Alstom è iniziato nel settembre 2018, quando due veicoli pre-serie hanno iniziato il servizio regolare passeggeri in Bassa Sassonia, in Germania. Dopo un anno e mezzo di test e oltre 180.000 chilometri percorsi, Alstom si avvia alla consegna di 14 treni in serie a partire dal 2022. 

L’8 luglio la commissione europea ha adottato l’European Hydrogen Strategy. Si tratta di un protocollo per un più rapido sviluppo della tecnologia a idrogeno che promuoverà la transizione verso una mobilità sicura e a zero emissioni. La decarbonizzazione dei trasporti aiuterà l’Italia a colmare il gap qualitativo che la separa dai maggiori paesi europei. L’ambizioso piano di rilancio italiano entrerà in sinergia con le iniziative europee evidenziando la corsa dell’Italia a mettersi in pari. Secondo i dati forniti dall’università di Ferrara, nel nostro Paese il 33% dei binari non sono elettrificati: un valore pari a circa 10mila chilometri di linee, su cui oggi viaggiano prevalentemente treni a combustibili fossili. Una grande opportunità da cogliere senza esitazione. Con l'auspicio che questo raro esempio di pianificazione strategica e di sinergie operative tra pubblico e privato possa  tradursi in un progetto di successo, tale da poter essere esteso rapidamente anche al mondo delle quattro ruote e non solo.
Al riguardo non mancano le voci che criticano questa scelta, perchè non terrebbe in sufficiente conto gli aspetti economici, come ad esempio ha scritto Dario Balotta, esperto di Trasporti e ambiente, sul Fatto Quotidiano. Di certo un accurato piano di fattibilità è sempre la "conditio sine qua non" di ogni buon progetto, ma allo stesso tempo è anche necessario volgere lo sguardo oltre l'orizzonte del contingente per poter cogliere le opportunità che potrebbero scaturire da una nuova filiera.


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