venerdì 21 giugno 2013

Parcheggia da sola: tecnologia top ma potrà essere usata?

Una campagna pubblicitaria, on air in questi giorni, mostra una vettura che parcheggia da sola, sopra il tetto di un grattacielo, a prova di vertigine! La conducente accosta, lascia il volante e l’auto da sola comincia la sua manovra di parcheggio, che si conclude in modo perfetto. Lo spot è della Ford, ma il novero delle marche che dispongono di questa tecnologia è già molto ampio. Parliamo ad esempio di Audi, BMW, Lexus, Mercedes, Volkswagen e non solo… Su questo tema ora Volvo propone un  nuovo concetto di parcheggio autonomo, ancora più avanzato e si può vedere nel video di seguito. Non è solo un'animazione perché Volvo lo presenterà dal vivo proprio nei prossimi giorni. Chi è alla guida, si ferma, scende e lascia l’auto in un’apposita area.

Utilizza quindi un'applicazione di telefonia mobile per attivare la funzione che consente all’auto di parcheggiare da sola e poi si allontana dalla macchina. Il veicolo utilizza dei sensori per localizzare e individuare un posto auto libero e parcheggia da sola. La procedura viene ripetuta al contrario quando il conducente torna a ritirare l'auto. La combinazione della tecnologia di guida senza pilota con quella di rilevazione degli ostacoli ed arresto automatico, consente alla vettura di interagire in modo sicuro con le altre auto e con i pedoni presenti nel parcheggio. Ovviamente velocità e frenata sono adeguate al contesto del parcheggio. Sembra una favola, ma è già realtà. E’ evidente però che per funzionare, queste tecnologie necessitano di infrastrutture adeguate, di progetti che rendano queste soluzioni realmente efficaci. Se guardiamo con crudo realismo il nostro contesto urbano e le auto parcheggiate lungo le strade, possiamo renderci conto come il parcheggio sia una lotta titanica quotidiana. Spesso è inventato, è un momento di creatività forzata, un gioco d'azzardo che si apre con l'eventuale vigile di turno. Ora come si fa a far parcheggiare da sola un’auto, in quarta fila e di “strapizzo”? Su questo, sembra che la tecnologia abbia ancora molta strada da fare.





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