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lunedì 18 maggio 2026

Il centro prove Opel di Dudenhofen compie 60 anni


Sessanta anni fa, nell’Aprile 1966, apriva i battenti il centro-prove Opel di Dudenhofen con i suoi diversi percorsi per velocità ed altri test. I lavori erano iniziati meno di due anni prima, il 3 Novembre 1964, ed avevano richieste un investimento complessivo di 20 milioni di Marchi.

Già all'epoca il sito, che si estendeva su una superficie di 2,6 kmq, era attraversato da una combinazione di strade più o meno strette, per una lunghezza totale di 33 chilometri. Allora come adesso, gli ingegneri non mostravano nessuna pietà al momento di testare i nuovi veicolo sull'anello ad alta velocità lungo 5 chilometri con una inclinazione di 33 gradi che segue il perimetro del sito. Oppure, in alternativa, sullo "skidpad", un piazzale circolare in cemento di 100 metri di diametro, utilizzato per determinare il comportamento sterzante dell’automobile oppure per misurare precisamente lo slittamento in curva. Le prime Opel a sperimentarlo furono la Rekord-C che, presentata il 23 Agosto 1966, conquistò subito il pubblico, così come la Kadett Rallye e la Diplomat Coupè pochi mesi dopo.

Determinante errore postale

Probabilmente poco nota ai più è la storia che ha portato la realizzazione del centro prove Opel proprio a Dudenhofen, un piccolo comune di 5.000 abitanti perso nelle foreste a sud di Francoforte. nella regione del Hessen. Nel Luglio1963 l'amministrazione comunale della cittadina tedesca aveva ricevuto erroneamente una lettera dalla Gutervermittlung Lehmann di Bonn, destinata ad un'altra Dudenhofen, presso Speyer. Da quella lettera poteva dedurre che la Lehmann stava cercando un terreno di circa 300 ettari per conto di un'industria.

Il sindaco Kratz colse l'occasione al volo e scrisse alla Lehmann spiegando il disguido, ma che la sua cittadina era interessata alla cosa ed in possesso di un terreno adeguato” racconta un componente dell’amministrazione dell’epoca. A questo punto ci fu uno scambio di corrispondenza senza che la Lehmann citasse il nome del suo mandante.

Poi, dopo una prima presa di contatto, Hans Mersheimer, capo-progettista e membro del consiglio di amministrazione della Opel, fu coinvolto nei colloqui. Alla fine Dudenhofen – che dista mezzora dalla sede delle Casa tedesca a Russelsheim - vendette 254 ettari di bosco demaniale alla Opel a 2,30 Marchi al metro quadro a condizione che non venisse abbattuto più del 6-8% di bosco onde non mettere in pericolo la vegetazione.

Ulteriori sviluppi dell’impianto

Come ogni circuito di prova che si rispetti, anche quello di Dudenhofen ripropone una serie di condizioni e sollecitazioni molto gravose che moltiplicano quelle che si possono normalmente ritrovare su strada: asfalto, acciottolati, dossi e soprattutto molte curve e di ogni genere: da quelle velocissime e sopraelevate del circuito ad alta velocità lungo quasi 5 km a quelle strettissime dell’impianto di “handling” che riproduce il Nordschleife del Nürburgring. Non solo. In tempi recenti, Opel ha avviato un progetto di riqualificazione e di ampliamento dell’impianto del costo di alcune decine di milioni di Euro, per aumentare la lunghezza dei percorsi e la costruzione di un nuovo “skipad2 dal diametro variabile tra 30 e 300 metri, pensato apposta per la guida autonoma.

Non solo collaudo e sviluppo

Nel corso degli anni Dudenhofen non ha ospitato solo lo sviluppo di nuovi modelli, ma anche record come quelli di cui furono protagoniste nel 1971-1972 i prototipi ElektroGT e Diesel GT, così come, nel 2003 la Eco Speedster. A differenza del circuito costruirlo nel 1917-1919, in pieno periodo di guerra, Dudenhon non mai ospitato alcuna competizione motoristica.

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