“Unless things change, we will not survive” - "Se le cose non cambiano, non sopravviveremo".
Non parlava di marketing. Parlava di cablaggi.
Negli ultimi mesi diversi giornalisti europei hanno avuto l’opportunità di guidare la BMW iX5 Hydrogen. Le impressioni di guida sono ormai note: un SUV elettrico alimentato da una cella a combustibile, rifornibile in pochi minuti e capace di offrire un’esperienza molto vicina a quella di una moderna vettura a batteria.
Ma la vera notizia potrebbe essere un’altra.
Al Circuit de la Sarthe, sede della 94esima edizione della 24 Ore di Le Mans, Toyota Racing condurrà le prime dimostrazioni pubbliche del prototipo TR LH2 Racing alimentato a idrogeno liquido basato sullo stesso telaio della TR010 Hybrid che gareggerà alla 24 Ore e realizzato per promuovere lo sviluppo della tecnologia dell'idrogeno nel motorsport. La vettura completerà una serie di giri dimostrativi portando il suono e la sensazione di un motore a combustione a idrogeno al pubblico del circuito. Questa attività supporta lo sviluppo continuo della tecnologia e delle infrastrutture dell'idrogeno da parte di Toyota, oltre a contribuire a costruire relazioni di business per ampliare le possibilità dell'idrogeno attraverso il motorsport.
Tra alluminio, stato solido e nuove architetture elettrochimiche, il futuro delle batterie si gioca su traiettorie parallele. Ma non tutte le promesse che circolano online hanno lo stesso livello di maturità industriale.
Negli ultimi giorni ha trovato ampia diffusione una notizia secondo cui Toyota avrebbe sviluppato una batteria agli ioni di alluminio capace di 1.000 miglia di autonomia e ricarica completa in cinque minuti. Un salto prestazionale che, se reale, ridisegnerebbe completamente il settore dei veicoli elettrici.
Due personalità distinte, una visione globale
FIAT ha diffuso le prime immagini ufficiali di Grizzly e di Grizzly Fastback, due nuovi modelli progettati per ampliare la gamma globale del brand e rafforzarne la presenza nel segmento C. Costruiti su una piattaforma globale condivisa e pensati per un pubblico internazionale, le due vetture danno forma alla visione FIAT di mobilità democratica, ciascuno con un’identità ben definita.
Progettata per rendere la mobilità aperta a tutti, la Citroën 2 CV degli Anni Cinquanta/Sessanta trasformò la vita quotidiana grazie ad un approccio basato su semplicità, ingegno, comfort. In un mondo che torna oggi a cercare soluzioni di mobilità più democratiche e significative, tutto ciò che rendeva unica la 2CV appare più attuale che mai.
Al vertice della valutazione si colloca la Jeep Avenger Electric con 5 stelle ed un punteggio complessivo del 96%. Il crossover elettrico, particolarmente apprezzato anche in Italia e Spagna, ottiene il punteggio massimo nell’Indice dei gas serra e registra, in condizioni climatiche miti e realistiche, un consumo stimato di 16,4 kWh/100 km. A basse temperature, però l’efficienza diminuisce sensibilmente: a -7 °C il consumo sale a 24,8 kWh/100 km, con possibili effetti sull’autonomia invernale.
Domenica 6 Agosto 1961 Stirling Moss vince il Gran Premio di Germania sul circuito del Nurburgring con la Lotus 18/21 del Team Rob Walker equipaggiata con i nuovi pneumatici racing Dunlop D12. E’ il primo successo di pneumatici sviluppati appositamente per le competizioni.
Da allora sono cambiate molte cose. Nel motorsport moderno esistono dettaglio apparentemente marginali che in realtà raccontano un’intera filosofia tecnica. I colori delle gomme sono uno di questi. Per anni gli appassionati hanno imparato a leggere le competizioni attraverso un codice semplice e immediato: rosso uguale morbida, giallo uguale media, bianco uguale dura. Un linguaggio diventato quasi universale grazie a Pirelli e alla Formula 1.
STLA One supporta la strategia di ottimizzazione delle piattaforme di Stellantis. Entro il 2030, l’Azienda punta a realizzare il 50% dei volumi su 3 piattaforme globali, con un riutilizzo dei componenti fino al 70%. Questa strategia è progettata per ridurre i tempi di commercializzazione, rafforzare la stabilità dei fornitori e migliorare l’efficienza dei costi. «STLA One è un chiaro esempio di una strategia realmente modulare che ci offre la flessibilità di una piattaforma multi-energia senza introdurre inefficienze tra un sistema di propulsione e l’altro» spiega Ned #Curic, chief Engineering & Technology officer.
Questo segmento ad alto potenziale, destinato a essere prodotto in Europa per il mercato interno, è stato riconosciuto dalla Commissione Europea per la sua capacità di sostenere l’occupazione nel settore del design e della produzione. Al tempo stesso, svolge un ruolo chiave nel favorire una più ampia diffusione dei veicoli 100% elettrici, supportando una mobilità urbana comoda, e orientata all’uso quotidiano.
Già all'epoca il sito, che si estendeva su una superficie di 2,6 kmq, era attraversato da una combinazione di strade più o meno strette, per una lunghezza totale di 33 chilometri. Allora come adesso, gli ingegneri non mostravano nessuna pietà al momento di testare i nuovi veicolo sull'anello ad alta velocità lungo 5 chilometri con una inclinazione di 33 gradi che segue il perimetro del sito. Oppure, in alternativa, sullo "skidpad", un piazzale circolare in cemento di 100 metri di diametro, utilizzato per determinare il comportamento sterzante dell’automobile oppure per misurare precisamente lo slittamento in curva. Le prime Opel a sperimentarlo furono la Rekord-C che, presentata il 23 Agosto 1966, conquistò subito il pubblico, così come la Kadett Rallye e la Diplomat Coupè pochi mesi dopo.
Determinante errore postale
Probabilmente poco nota ai più è la storia che ha portato la realizzazione del centro prove Opel proprio a Dudenhofen, un piccolo comune di 5.000 abitanti perso nelle foreste a sud di Francoforte. nella regione del Hessen. Nel Luglio1963 l'amministrazione comunale della cittadina tedesca aveva ricevuto erroneamente una lettera dalla Gutervermittlung Lehmann di Bonn, destinata ad un'altra Dudenhofen, presso Speyer. Da quella lettera poteva dedurre che la Lehmann stava cercando un terreno di circa 300 ettari per conto di un'industria.
Il sindaco Kratz colse l'occasione al volo e scrisse alla Lehmann spiegando il disguido, ma che la sua cittadina era interessata alla cosa ed in possesso di un terreno adeguato” racconta un componente dell’amministrazione dell’epoca. A questo punto ci fu uno scambio di corrispondenza senza che la Lehmann citasse il nome del suo mandante.
Poi, dopo una prima presa di contatto, Hans Mersheimer, capo-progettista e membro del consiglio di amministrazione della Opel, fu coinvolto nei colloqui. Alla fine Dudenhofen – che dista mezzora dalla sede delle Casa tedesca a Russelsheim - vendette 254 ettari di bosco demaniale alla Opel a 2,30 Marchi al metro quadro a condizione che non venisse abbattuto più del 6-8% di bosco onde non mettere in pericolo la vegetazione.
Ulteriori sviluppi dell’impianto
Come ogni circuito di prova che si rispetti, anche quello di Dudenhofen ripropone una serie di condizioni e sollecitazioni molto gravose che moltiplicano quelle che si possono normalmente ritrovare su strada: asfalto, acciottolati, dossi e soprattutto molte curve e di ogni genere: da quelle velocissime e sopraelevate del circuito ad alta velocità lungo quasi 5 km a quelle strettissime dell’impianto di “handling” che riproduce il Nordschleife del Nürburgring. Non solo. In tempi recenti, Opel ha avviato un progetto di riqualificazione e di ampliamento dell’impianto del costo di alcune decine di milioni di Euro, per aumentare la lunghezza dei percorsi e la costruzione di un nuovo “skipad2 dal diametro variabile tra 30 e 300 metri, pensato apposta per la guida autonoma.
Non solo collaudo e sviluppo
Nel corso degli anni Dudenhofen non ha ospitato solo lo sviluppo di nuovi modelli, ma anche record come quelli di cui furono protagoniste nel 1971-1972 i prototipi ElektroGT e Diesel GT, così come, nel 2003 la Eco Speedster. A differenza del circuito costruirlo nel 1917-1919, in pieno periodo di guerra, Dudenhon non mai ospitato alcuna competizione motoristica.
Fondata nel 1971, si avvale della più innovativa ricerca e produzione di sistemi di filtraggio per l’automotive, a partire dai filtri per i motori della Formula 1 e delle consorelle Formula 2 e 3. Tutto iniziò nel 1971 con la fondazione di un’azienda con circa 50 dipendenti per creare un nuovo filtro a pannello più duttile e meno ingombrante dei filtri allora imperanti. Cuore dell’azienda, dal 1999, è l’attività dell’Advanced Applications Division dove un complesso di ingegneri iperdotati studiano e trovano, anche in tempi record, le soluzioni più adatte a risolvere tutti i problemi di filtraggio che possono incontrare le monoposto.
Dal dominio dei saloni internazionali all’inseguimento di nuovi linguaggi: perché oggi l’automobile cerca nel design e nella mobilità la propria ridefinizione.
C’è stato un tempo in cui l’automobile non era semplicemente un prodotto industriale, ma una dichiarazione di intenti. Innovazione, tecnologia, design: tre parole che trovavano nella carrozzeria la loro sintesi più alta. L’Italia, con realtà come #Pininfarina, #Bertone e #Italdesign, è stata la culla di questo linguaggio. Qui sono nate alcune delle interpretazioni più raffinate dell’automobile come oggetto culturale, prima ancora che industriale.
I saloni internazionali erano il loro teatro naturale. Mondial de l’Automobile de Paris, London Motor Show, Salone dell’Automobile di Torino, Salone dell’Automobile di Ginevra, Tokyo Motor Show, North American International Auto Show: appuntamenti in cui le case non esponevano solo modelli, ma visioni del futuro. Per decenni, tutto il mondo industriale ha guardato all’automobile come riferimento tecnologico e stilistico.
Pirelli e la società svedese Univrses hanno siglato un accordo che prevede l'integrazione nel sistema Pirelli Cyber Tyre di tecnologie di computer vision basate sull'intelligenza artificiale (IA). In base all'accordo, attraverso il quale Pirelli ha acquisito una quota del 30% nella società svedese (con l’opzione per raggiungere la maggioranza), le tecnologie 3D AIdi Univrses saranno integrate nelle soluzioni del sistema CyberTyre di Pirelli. La combinazione delle tecnologie sviluppate da Univrses e Pirelli consentirà di avere veicoli più sicuri e performanti con potenziali applicazioni nei sistemi ADAS e di guida autonoma, e inoltre fornirà in tempo reale dati per la gestione e la manutenzione delle infrastrutture stradali. Le informazioni ottenute permetteranno agli enti gestori delle reti viarie di prendere decisioni migliori e di impiegare le risorse in modo più efficace, potenzialmente riducendo gli incidenti stradali e salvando vite.